Territorio e curiosità

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La vallata del Santerno

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Secondo studi storici e topografici ormai consolidati, il Samternus esisteva già in epoca romana e all’ora, superata Imola, si divideva in due rami, quelli che ora sono il Santerno ed il Senio, passava a lato di Ravenna, per sfociare poi nel Po all’altezza di Argenta. Il Santerno, un fiume all’epoca addirittura navigabile è ora meta di escursioni e scampagnate arricchendo il bellissimo paesaggio.

Cose da vedere e curiosità

Leggenda della Fontana Elice

“Un giovane proveniente da una città della pianura si avventurò nei boschi della valle del Santerno. Si addormentò su un prato e, svegliato da una ninfa, se ne innamorò. Violarono così la legge della foresta che vietava alle ninfe di amare un mortale, altrimenti la ninfa avrebbe perso l’immortalità e il mortale sarebbe morto. In cambio potevano scegliere di essere tramutati in sasso, in pianta o qualcos’altro. Elicio, il giovane, desiderò diventare una pianta di leccio, la ninfa scelse di essere trasformata in una sorgente che sgorga ai piedi del leccio. Così accadde e da allora il paese si chiamò Fontana Elice.” (comune di fontanelice/storia)

Le Cascate di Rio Gaggio

“Nell’alta vallata, in provincia di Firenze, la morfologia è più aspra ed il numero di salti è maggiore, ma ne esiste qualcuno anche più in basso, in provincia di Bologna. Proprio sotto il santuario della Madonna del Rio (Fontanelice), con due salti ravvicinati, il Rio della Madonna incide la tenera arenaria della zona dopo di che riceve, da sinistra, un piccolo affluente che compie una serie lunghissima di salti. A poca distanza in linea d’aria si trova il Rio del Sasso, che nasce nei calanchi compresi tra M.la Pieve e il M. dell’Acqua Salata e che precipita nel Rio del Prato con un salto verticale di una ventina di metri dentro ad una forra insospettata. La cascata più spettacolare è però dall’altra parte del Santerno, dove il Rio di Gaggio, poco a monte della chiesa di Fornione, compie due balzi consecutivi di bell’effetto.” (CAI imola/rio di Gaggio)

La Strada delle Ginestre

“La Strada delle Ginestre si inerpica su un crinale che collega le tre valli del Santerno, del Sillaro e del Sellustra, partendo da Fontanelice e giungendo fino a Giugnola, al confine con la Toscana.[…]Scendendo, si incontrano boschi di faggi, querce e castagni; e frequente imbattersi in daini, caprioli e cinghiali, e non è difficile ammirare il volo di rapaci come la poiana ed il falco pellegrino. Il gufo reale, sempre più raro, è stato avvistato nell’oasi faunistica tra Belvedere e Montefune.” (La strada delle ginestre)

Il ponte Alidosi

“Si erge sul fiume Santerno da più di cinquecento anni, un vero capolavoro di ingegneria civile. Genio o follia dell’uomo, il Ponte Alidosi presenta una struttura a schiena d’asino con un’unica arcata di 42 metri e una freccia di 19 metri. Commissionato da Obizzo Alidosi nel 1499 a mastro Andrea Gurrieri per cinquecento ducati d’oro, il Ponte simboleggia la potenza e la solidità della famiglia, riconquistate dopo un periodo di stagnazione. […]Proclamato monumento nazionale nel 1897, le stanze del Ponte hanno ispirato la fantasia di Magnus, il noto fumettista, che più volte ha ambientato i suoi fumetti in questi suggestivi e misteriosi ambienti.”(comune di Castel del Rio/storia del ponte Alidosi)

La Chiesa di Osta

“Luogo, definito la Piana del Paradiso, successivamente al 1430, era un convento di Padri Serviti, “presso un palo di legno in cui era venerata l’immagine della Madonna del Piratello chiamata Maestà del Fossolo”. Accanto alla chiesa sorgeva il castello di Osta, distrutto nel luglio del 1292 da Alidosio Alidosi nell’ambito della lotta tra le famiglie dei Nordigli e degli Alidosi.”(Casa vacanze Osta/la chiesa)

Valmaggiore

“Nel medioevo, in epoca non definita, sull’altura di Valmaggiore sorse un piccolo castello fortificato sulla strada dei monti che conduceva in Toscana, collegata a vista coi castelli di Monte Battaglia (ruderi restaurati), della Paventa, di Tirli e della Bastia, tutti sullo stesso crinale, dei quali ultimi restano solo esigue tracce segnalate sui percorsi del CAI di Imola. Pare che questa via fosse già conosciuta dagli Etruschi. Le tracce del castello di Valmaggiore sono individuabili sul tumulo accanto alla chiesa.”(Asso Mengoni/Valmaggiore/breve storia)

La vena del gesso romagnola

“La Vena del Gesso Romagnola. E’ una dorsale di solfato di calcio, variamente cristallizzato e stratificato in imponenti bancate, che affiora per una lunghezza una ventina di chilometri con una larghezza che non supera mai il chilometro, attraversando i territori dei comuni di Casalfiumanese, Borgo Tossignano e Fontanelice in provincia di Bologna e Casola Valsenio, Riolo Terme e Brisighella in provincia di Ravenna.
La formazione gessosa-solfifera, per la sua imponenza e composizione, per la sua straordinaria varietà della sua morfologia e la tipicità della flora e della fauna, ha inciso nella costruzione del paesaggio […] E’ una ricchezza naturale e storica che sorprende ed affascina l’ escursionista che a piedi percorre i sentieri del Parco. Cominciando da quelli che intersecano i contrafforti da dove si può cogliere il verde e l’ ombrosità del versante nord o la luminosa aridità delle bancate del versante sud che, riflettendo il chiarore lunare, dette “pietre di luna”.
Continuando con i sentieri che si snodano nella dorsale e che dopo ogni svolta o dosso offrono suggestivi scorci della cristallizzazione del gesso; inghiottitoi e risorgenti e spelonche con i segni di antiche presenze umane e profonde grotte ed anche rarità botaniche o la rapida fuga di un selvatico.
Senza dimenticare le tracce lasciate dal lavoro e dalla vita degli uomini: abitazioni, resti di insediamenti religiosi e militari o antiche cave di gesso. (Tossignano\la vena del gesso)

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